Palazzo dei Vicari
Sabato 10 luglio 1999 ore 10,00
Inaugurazione del rinnovato Palazzo
dei Vicari e del Museo dei Terri Taglienti
Orari Apertura (con visite guidate):
Dal 1 Giugno
al 15 Settembre |
Mercoledì, Giovedì e Venerdì:
15:30-19:30
Sabato, Domenica e festivi:
10:00-13:00/15:30-19:30
|
Dal 16 Settembre
al 31 Maggio |
Sabato, Domenica e festivi:
10:00-13:00 e 15:30-19:00
|
Biglietti:
Visita al museo e al Palazzo dei Vicari
Euro 3 intero; Euro 1,50 ridotto (dai 6 ai 14 anni)
Euro 4 biglietto con visita guidata
Euro 2 ridotto per gruppi di almeno 15 persone |
L'EDIFICIO
Il Palazzo dei Vicari è cresciuto intorno ad un nucleo originario
costituito dalla torre e da un corpo affiancato ad essa (a residenza del
Capitano e poi del Vicario).
La facciata è ornata da numerosi stemmi, poiché ogni Vicario
era obbligato a lasciare l'emblema della propria casata. Particolarmente
interessanti quelli in terracotta invetriata provenienti dalle botteghe
dei Della Robbia e di Benedetto Buglioni.

Anche l'atrio interno è decorato con fregi ed insegne araldiche
(vedi foto).
Sulla sinistra si possono ammirare due affreschi di scuola fiorentina
del XIV secolo: "L'incredulità di S. Tommaso" e una "Madonna
in trono con Santi" con S.Barnaba, il protettore di Scarperia, che
tiene in mano l'effige del Palazzo. Sul pianerottolo della scala che conduce
al primo piano un gigantesco San Cristoforo, affresco del primo quattrocento.
Al piano superiore, nella prima sala, una "Madonna con Bambino e
Santi", della scuola del Ghirlandaio.
La sala accanto è completamente tappezzata da decorazioni araldiche
e, nella parte inferiore, da un drappeggio dipinto. Da segnalare una "Crocifissione"
del XV secolo ed i busti di S. Francesco e S. Lorenzo, affreschi del XVI
secolo, sulla parete destra
I locali attigui costituivano gli appartamenti del Vicario ed soltanto
i camini sono originari. Nella sala, attuale sede di rappresentanza del
Sindaco, sono conservate opere d'arte provenienti dai depositi fiorentini.
La storia del Palazzo
Probabilmente la torre, come presidio fortificato della casata Ubaldini,
era preesistente al Palazzo, con dimensioni ridotte rispetto all'attuale.
1325. - In occasione della edificazione del convento degli Agostiniani
(poi SS. Jacopo e Filippo) vengono ricordate le primitive strutture che
formavano "il castello"
Nel corso del '300 alla torre viene accorpato un nucleo per la residenza
del Capitano.
1366. - Il castello è oggetto di numerosi lavori .
1415. - La "terra nuova" divien sede permanente del
Vicario. A questo periodo dovrebbe risalire la sistemazione dell'atrio voltato
e degli ambienti al primo piano con la Cappella, camera e sala, con un nuovo
blocco scale, corrispondente all'attuale.
1542. - Il terremoto provoca ingenti danni, cui seguono interventi
di ripristino che portano ad una sistemazione definitiva vicina all'attuale
(almeno per ciò che riguarda la residenza del Vicario e le sale di
rappresentanza). I lavori di ripristino e ampliamento durarono circa un
ventennio.
1562. - Il corpo dell'edificio è costituito da un blocco
di sale di rappresentanza con la Cappella, annesso alla torre, che occupa
tutta l'area impegnata al piano terreno dall'atrio, ed un corpo che si sviluppa
in profondità verso la parte tergale delle mura in cui trovano posto
ambienti destinati ad attività casalinghe come il forno, la cucina,
la dispensa, l'aia.
La ricostruzione della sala porta alla definitiva sistemazione delle prigioni,
alloggiate negli ambienti voltati al piano terreno (oggi loggia).
Sul finire del XVI secolo la torre doveva essere stata completata e coronata
di merli, come si vede nella pitttura di G.Vasari in Palazzo Vecchio.
1611. - In seguito al terremoto dell'8 settembre si resero necessarie
ulteriori modifiche e riparazioni. I lavori terminano nell'agosto del 1612:
vengono costruiti barbacani per rinforzare le murature, un tetto spiovente
sulla facciata, intonacata la facciata, sistemata e arricciata la grande
parete laterale verso porta S.Agata. I rifacimenti interni non sembrano
mutare sostanzialmente la disposizione dei vani e la loro consistenza.
1660. - Un altro terremoto procura dei danni, per fortuna non
gravi, che vengono riparati durante l'anno successivo con la spesa di scudi
45.
1889. - Viene iniziato l'intervento di restauro per conservare
gli stemmi dipinti dell'atrio, che comprende anche interventi murari di
ripristino e manutenzione.
1919. - In seguito al terremoto vengono iniziati nuovi lavori
di restauro, in particolare alla torre.
1926. - Con l'allontanamento delle Carceri inizia la demolizione
delle celle nel loggiato, che viene riaperto infine nel 1928.
1950. - Negli anni si accentua e diventa sempre più pericoloso
il dissesto idro-geologico della scarpata che interessa anche l'abitato
di Scarperia. Con il D.P.R. n. 127 del 7/2/1950 Scarperia viene inclusa
tra gli abitati da consolidare a cura e spese dello Stato. I lavori di restauro
procedono con lentezza.
1960. - Nell'ottobre un nuovo terremoto aggrava le condizioni
del complesso, vengono effettuati lavori urgenti per la stabilità
della scarpata
1994. - Viene redatto il progetto per il Restauro e Ristrutturazione
a fini Museali - Museo dei Ferri Taglienti dai Prof. Arch. D. Taddei, G.
C. Romby, Dott. Arch. S. Serotti, Ing. E. Sodi, finanziato dalla Comunità
Economica Europea, nell'ambito del progetto di Sistema Museale Territoriale
elaborato dalla Comunità Montana Mugello Alto Mugello Val di Sieve. |