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Basilica di SANTA CROCE

Agnolo Gaddi e bottega, scena del 1380 circa "Ritrovamento
della Vera Croce";
L'imperatrice
Elena, per riconoscere l'autenticità della Croce dopo il suo ritrovamento
la
pone a contatto con un morto
che resuscita.
L'8 giugno 2009, con la firma ufficiale di un concordato
nel Cenacolo di Santa
Croce,
si è predisposto per l'avvio al restauro delle fasce laterali
della Cappella Maggiore di Santa Croce
di Firenze. Il concordato è stato firmato fra l’Opera
di Santa Croce, la giapponese l’Università di Kanazawa
e l’Opificio
delle Pietre Dure.
Grazie alla donazione del prof. Miyashita,
che ha donato
la sua l’eredità (ricevuta
dai genitori, il padre Koichi e la madre Michiko, pari a 12.000.000
Yen, circa 90 mila Euro) si procede al restauro della “cornice” che
racchiude la Cappella Maggiore. Nella Cappella, denominata Alberti
Alemanni, dal 2005, grazie alla donazione di 150.000.000 Yen del
mecenate giapponese Tetsuya Kuroda e del prof.
Miyashita è attivo un cantiere di restauro
alle altre sezioni degli affreschi curato dall’Opificio delle
Pietre Dure.
Con questo accordo si rende possibile il completamento del restauro
alla Cappella.
Il prof.
Miyashita, accademico ed autore di
pubblicazioni scientifiche
sull’arte
italiana del Rinascimento, è autore e presentatore
di documentari
di divulgazione
scientifica,
per la televisione nazionale
giapponese, della pittura murale italiana, durante la cerimonia
della firma dell'accordo ha spiegato come l'analisi dei materiali
e dei dati emersi dal cantiere
di restauro
in atto nella
Cappella Maggiore,
messi a disposizione dall’Opificio delle Pietre Dure, l’Università di
Kanazawa ha potuto eseguire la riproduzione di una scena del ciclo
della Vera Croce di Agnolo Gaddi a grandezza naturale, presso il
campus universitario,
utilizzando i materiali originali e la tecnica adoperata dall’artista
Agnolo Gaddi (la tecnica del vero fresco e più specificatamente
quella utilizzata da Agnolo Gaddi per il ciclo pittorico della
Vera Croce).
La Basilica di Santa Croce è visitata ogni anno da circa
1 milione di turisti; la percentuale di pubblico proveniente dall’est
asiatico è elevata.
La collaborazione delle istituzioni italiane con il Giappone, su
questa linea scientifico-divulgativa, vuole favorire un afflusso
di “turismo
consapevole”.
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